domenica 12 gennaio 2014

Istantanee che passione

Tutti abbiamo visto almeno una volta nella vita delle foto realizzate tramite la celebre macchina "Polaroid"; foto piccoline, con colori sbiaditi e/o virati... con poco dettaglio [poco è un eufenismo].



Effettivamente, abituato a file digitali, ottenuti con ottiche di pregio; non posso che notare la mancanza di tutte quelle caratteristiche che solitamente vado a cercare nelle foto che realizzo.

Se fosse cosi semplice liquidare la polaroid però, non avrei iniziato a scrivere questo articolo appositamente per lei... insomma; avrà anche dei pregi!

1: Ottenere immediatamente una foto stampata;
2: Le colorazioni virate, sono anche un difetto [se si va ad inquadrare nel modo sbagliato la finalità d'utilizzo della camera in questione]
3: il pregio piu importante è l'intrigante approccio alla fotografia stessa!


Affascinato da tempo da queste macchinette, giorni fà ho deciso per acquistarne una e provare ad utilizzarla!
Quel che mi ha smosso dal farlo è stato il trovare un formato di polaroid in grado di generare un negativo assieme alla foto vera e propria.
Le pellicole in questione sono prodotte dalla Fujifilm e si chiamano FP-100C; sono pellicole a colori, e producono un'immagine che misura 73x95mm; si possono montare sulle polaroid dalla serie 100 alla serie 400.
MAGGIORI INFORMAZIONI

Il procedimento di sviluppo delle stesse differisce da quanto siamo abituati a vedere nelle comuni polaroid; dove la foto esce dalla fotocamera in modo automatico, e semplicemente appare dopo qualche secondo.
In questa tipologia il procedimento è del tutto "meccanico"; si scatta la foto, si estrae la pellicola [che è poi un sandwitch con la foto e il negativo] dalla camera e si attende il tempo riportato da specifica tecnica della pellicola stessa [questo tempo varia in base alla temperatura ambiente].
Una volta raggiunto il tempo necessario si divide la foto dal negativo e il gioco è fatto; appare la foto!


L'utilizzo di tale fotocamera è intuitivo, permette a chiunque di scattare delle foto senza particolari difficoltà.
La macchina è automatica, sarà quindi sufficente caricare l'otturatore, mettere a fuoco e scattare;
abituato però al formato digitale, dove posso permettermi di scattare foto a qualunque cosa, con questa macchina sono portato a scattare con "parsimonia" [visto anche il costo delle pellicole stesse] e questo è ciò che da un ulteriore valore aggiunto al tutto, Impone di pensare la foto prima di scattarla perchè altrimenti si butta una pellicola "costosa" [la stessa cosa si puo dire anche del tradizionale 35mm analogico... anche li, c'è a mio avviso un maggior ragionamento, prima di scattare, ma data la quantità di foto per ogni rullino e di conseguenza il costo per singolo scatto, si possono scattare anche cose "superflue" senza troppi risentimenti].

Insomma, quella che ho fra le mani è una macchina con la quale posso cercare giochi di colori, composizioni minimaliste, semplici dettagli urbani... ottenendo poi una foto resa particolare proprio dai viraggi di colore e dai mille difetti ottici della fotocamera stessa.
Come detto all'inizio, non è una fotocamera dettata alla precisione, il suo campo d'impiego è perciò lo scattare foto a soggetti e dove non sia richiesta nitidezza eprecisione, ma dove accostamenti di colore, e composizioni particolari la fanno da padrone.

Posto qualche scatto realizzato in due giorni di possesso della macchina. [Sono ovviamente fotografie scannerizzate, tramite il mio EPSON V500]










Gli argomenti trattabili in merito a questa tipologia di foto sono veramente tanti, se qualcuno che legge vuole sollevare argomenti sarò ben felice di parlarne!
In alternativa prossimamente cercherò di postare altre "sensazioni".
Ciao!

sabato 21 dicembre 2013

2013; un sunto!

Chiudo l'anno postando una raccolta delle foto che piu mi piacciono, fra quelle realizzate quest'anno, guarnendo il tutto con un pò di considerazioni in merito.

Comincio citando due grandi soddisfazioni fotografiche dell'anno, la partecipazione ad una mostra collettiva [Art Cloud] e la selezione da parte di 1x di una mia foto per il volume "Passion".

Il 2012 [sunto 2012] è stato un anno di scelte, ho deciso di passare a ottiche a focale fissa.
Dopo un anno posso dire che la scelta non la rimpiango; anzi mi sono ben abituato ad un utilizzo minimale delle lenti, evitando continui cambi di obiettivo, riprendendo quello che era lo scopo principale della scelta fatta: Pensare di piu' la foto!

Temi ricorrenti dell'anno sono sempre le lunghe esposizioni e lo still life; ma ho aggiunto una bella dose di ritrattistica e progettini vari.

A livello di attrezzatura non è cambiato molto dall'anno scorso, ho aggiunto un altro obiettivo a focale fissa [Canon EF 200mm f2.8] e 2 flash [Canon 430EX].

La postproduzione si è evoluta rispetto a quanto ero in grado di fare sino all'anno scorso, ma credo di aver mantenuto un "filo" nel risultato finale per quanto concerne colori e resa generale del contrasto dell'immagine.

Qui sotto le foto.
Come sempre, se vi fa piacere, lasciate un commento!
















venerdì 4 ottobre 2013

Fuoco!

Durante l'estate nei vari borghi liguri e toscani spopolano le feste medioevali! Si può assistere ad emozionanti sfide a colpi di spada, a spettacoli teatrali veri e propri e a suggestivi spettacoli di fuoco!

Gli spettacoli di fuoco sono forse i più  divertenti da fotografare fra quelli citati; impongono una buona dose di pazienza e reattività, ma soprattutto mettono a dura prova l'attrezzatura dal punto di vista sia della messa a fuoco che del rumore digitale:
la messa a fuoco fatica per via della scarsa illuminazione, e il rumore digitale è naturale conseguenza dell'elevato valore di sensibilità ISO che si deve impostare.

In questo articolo alcuni scatti ripresi proprio durante questi eventi aperti al pubblico:

SPETTACOLI DI FUOCO


Detto questo, ok scattare a questi eventi è divertente, è una sfida... ma la maggior parte delle volte si arriva a casa con degli scatti poco lavorabili e in generale "difettati" dalla concitazione.. [prevalentemente con il taglio sbagliato, o semplicemente con il pubblico troppo visibile o con il soggetto esposto correttamente e la fiamma palesemente "bruciata" perchè molto piu' luminosa del soggetto].

Con un amico ci siamo quindi detti; perchè non scattare delle foto "posate" a questi artisti?
Si potrebbero superare di slancio molte delle difficoltà citate sopra:

  • Si può scegliere una location adatta, e soprattutto priva del folto pubblico e degli elementi di disturbo tipici delle piazze usate come palcoscenico per questi eventi;
  • Si può tenere la sensibilità della fotocamera a 100 ISO sfruttando il flash per congelare i movimenti dei soggetti [questo aggiunge comunque delle problematiche allo scatto, delle quali parlerò dopo];
  • Si ha ovviamente tutto il tempo per decidere la posa preferita, per curare tutti gli aspetti come tipicamente è possibile fare nelle foto posate";

Insomma, apparentemente è come scattare delle normali foto in studio...

Vabbè... casualmente l'amico citato prima [Francesco] conosce bene 3 abili focolieri  [Animae Ignis] e li contatta per avere info sulla loro disponibilità; loro accettano volentieri!
E' la volta di decidere una location e con l'esperienza di una sessione precedentemente scattata sempre da Francesco , ci accordiamo per scattare le foto al fiume [in una zona priva di vegetazione, con il classico letto di ciottoli e sabbia].



Arriva il giorno degli scatti, giunti nella zona scelta [qualcuno immagino ancora mi stia maledicendo per quanto abbiamo camminato carichi come muli fra sassi e sabbia  :) ] prepariamo l'attrezzatura [io e Francesco quella fotografica, Alessandra, Martina e Matteo quella da focolieri!].
Scegliamo di fotografare un soggetto alla volta, e a turno [quando scatta Francesco io lo aiuto se gli serve qualcosa e viceversa, in modo che ognuno posiziona i flash come gli aggrada e si sceglie una posa con il soggetto come gli piace! ].


Come in tutti i set c'è un po' di preparazione delle luci prima di partire a scattare seriamente; avevamo a disposizione i seguenti accessori:

  • 2 soft box 60*60cm
  • 1 beauty dish da 50cm di diametro
  • 1 octa da 80cm di diametro
  • stativi vari
  • 4 flash Canon 430EX
  • 1 flash Canon 580EX
  • 1 flash Canon 600EX
Prepariamo il set in modo "standard" posizionando i due softbox ai lati del soggetto e scattando un pò di immagini di prova per avere idea della potenza da utilizzare [per usufruire di un diaframma abbastanza chiuso, in modo da avere buona nitidezza generale e buona profondità di campo] 
Definite le idee di massima arriviamo finalmente a scattare!

Le difficoltà cambiano rispetto a quando si fotografano i focolieri "live":
  •  Le pose statiche fanno bruciare diversamente il petrolio utilizzato per bagnare gli attrezzi [e questi si scaldano maggiormente, rendendo piu difficile il loro maneggiamento];
  • Le pose stesse sono difficili da trovare, mentre per lo spettacolo live ci si "limita" a catturare momenti! [e qui la fantasia di Alessandra, Martina e Matteo hanno dato una grossa mano!];
  • Come accennato all'inizio è difficile bilanciare la luce fredda del flash con la temperatura colore della fiamma accesa, l'illuminazione delle zone di pelle nuda risente infatti esclusivamente della luce del flash, perchè il "riflesso" della fiamma ha un'intensità luminosa decisamente inferiore a quella della potenza del flash [considerando che si vuole ottenere un'immagine con la fiamma esposta correttamente e non "bruciata" come accade spessissimo nelle foto "live"];
Detto questo, ecco gli scatti ottenuti durante questa divertente sessione di foto!
[tutte le foto sono scattate con luce flash, utilizzando diverse combinazioni con i softbox e/o il beauty dish; tutte ad esclusione dell'ultima in quanto alla fine della sessione, in tarda nottata, si è alzato un malefico vento che rendeva pericoloso tenere ben fermi gli accessori incendiati, ho quindi deciso di scattare qualcosa in luce naturale, con il mio fidato 85mm f1.2 L]










Un grande grazie per questa esperienza a [in ordine alfabetico] :
Alessandra Amorotti
Francesco Scappazzoni
Martina Landini
Matteo Berini




lunedì 2 settembre 2013

Tre Cime Famose

Finalmente delle foto di paesaggio che mi soddisfano!

Tutto inizia dall'amico Marco che propone una gita di due giorni alle tre cime di lavaredo,
si programma di recarsi nei pressi del rifugio Auronzo, per poi proseguire a piedi sino al rifugio Locatelli, e scattare tramonto / notturno / alba.

La gita parte con l'arrivo al rifugio Auronzo, tempo nuvoloso, vento freddo.... ci siamo... sfuma subito l'idea di dormire in tenda  [ nei pressi del rifugio Locatelli ].
Ci incamminiamo quindi lungo il sentiero sprovvisti di tenda, ma ben armati di attrezzatura fotografica.
Il sentiero è facile, un'ora e quindici minuti circa per raggiungere il rifugio dove prenotiamo due cuccette per la notte.
Arrivati alla meta vediamo le tre cime in tutta la loro imponenza, circondate da un cielo nuvoloso e con i raggi del sole che; già basso all'orizzonte, filtrano bassi illuminando la roccia!

E' un ottimo momento, al via il montaggio di grandangolo [ EF 17-40mm f4 L ] cavalletto e filtro ND da 10 stop [ B+W ND1000 ].
Scatto remoto connesso alla fotocamera e via... lunghe esposizioni per catturare le scie prodotte dal movimento delle nuvole:


Proseguiamo per qualche ora tentando scatti diversi, diversi obiettivi... ma sempre con le nuvole a oscurare il cielo... non appena inizia a far buio decidiamo di riposarci al rifugio, ci beviamo un birretta, facciamo stemperare gli obiettivi estraendoli dagli zaini [ per evitare fastidiosa condensa data dal repentino cambiamento di temperatura ].
Colti da un leggero disappunto ci rechiamo nelle cuccette, decisi per andare a dormire [ visto il maltempo e la sveglia impostata alle ore 05.00 per il mattino seguente ].... dopo essersi praticamente preparati per una buona dormita Marco mi dice: "guarda un pò alla finestra se si vede qualche stella".... si; giusto una di quelle cose da controllare per andare a letto completamente rassegnati...
Con aria dubbiosa mi avvicino alla finestra e... stupefatto... vedo un cielo stellato!
Come da buona tradizione montana le nuvole si erano diradate con il vento...
Tempo 5 minuti e siamo nuovamente pronti a scattare, ben coperti per il freddo e carichi moralmente per cercare buone foto!
Usciamo dal rifugio [ la porta d'ingresso offre una vista delle tre cime, piu o meno come le si vedono nella foto sopra ]... Meraviglia!    Si vede la via lattea ad occhio nudo, ed è proprio nel punto migliore; in mezzo alle tre cime, verticale!
Ci allontaniamo di qualche metro dal rifugio e prepariamo nuovamente l'attrezzatura...
scatto remoto, tablet per eseguire una messa a fuoco su infinito piu precisa di quella ottenibile nel piccolo e poco nitido monitor della mia 1Ds MKIII.... cavalletto... e lui... l'obiettivo ideale per angolo di campo e luminosità massima... EF 24mm f1.4 L.
Faccio tanti scatti, variando le impostazioni mano a mano, verificando un equilibrio valido fra ISO bassi e tempi brevi per non avere mosso.






Andiamo avanti per un paio d'ore, sinchè la via lattea non cade fuori dal caratteristico punto d'attenzione dato dalla silhouette.
Una bella dormita..  e alle 06.00 circa siamo nuovamente fuori dal rifugio per scattare all'alba.
Ci rechiamo sul retro del rifugio, per avere un'inquadratura piu "frontale" delle tre cime, e per poter includere anche il rifugio stesso.
Il tempo è assolutamente limpido, l'aria ferma, e fà un freddo bestiale [in terra c'è la brina... e rimpiangiamo il non aver pensato ai guanti!].
Attendiamo, e pian piano il sole fà capolino dalle cime alle nostre spalle, andando a illuminare le tre cime.
La visione ottenuta è nuovamente di quelle potenti, colori saturi, cielo azzurro e rossi potenti!





Arrivano le ore 08.00 circa, l'alba è oramai lontana, la luce inizia a indurirsi... colti da un certo languorino ci rechiamo al rifugio, concedendoci un'abbondante colazione a base di uova e caffè!

Rifocillati e riposati da una bella pausa al caldo facciamo l'ultima passeggiata nei dintorni, sfruttando le nuvole che iniziano a crearsi in cielo, usando il sempreverde filtro ND da 10 stop...
I dintorni delle tre cime offrono una vista mozzafiato, cime rocciose, prati, due laghetti, neve ancora presente nei crepacci.... insomma, c'è da sbizzarrirsi!
Un ultimo scatto, diverso dallo stile prettamente "naturalistico" degli altri... un bianco e nero.



Passeggiamo ancora, continuiamo a scattare anche rientrando al rifugio Auronzo [dove abbiamo parcheggiato l'auto il giorno precedente].
Il paesaggio va popolandosi di gente, quasi assente il giorno precedente per via del maltempo [perdurato tutta la settimana precedente a dir la verità!].
Insomma, dopo una partenza poco entusiasmante data dal cattivo tempo abbiamo colto due giorni pienamente soddisfacenti e anche fortunati...

Frà i link consigliati potete trovare il sito dell'amico Marco Petracci, con il quale ho condiviso questi due giorni all'insegna delle buone foto e di ottime chiacchiere!

mercoledì 14 agosto 2013

Paradosso

Tempo fà parlando del piu' e del meno mi venne in mente un'immagine, una di quelle che a volte scaturiscono dalla fantasia; di quelle sulle quali si puo fantasticare, ridere, e alle quali si possono legare mille altre storie....
Insomma, una situazione particolare, ma comunque di quelle che possono venire in mente continuamente scherzando con gli amici.

Embè.... che ci stai a raccontare Damiano...???
Beh, vi stò a raccontare che questa volta da una semplice pensata di quel genere è nata una foto che và a ricalcare quanto immaginato.

L'immagine era composta da due soggetti [che sono stati identificati immediatamente; non ho dovuto sceglierli, ma è stato naturale pensare a loro] una ragazza [Valentina!] dentro una camicia di forza e un uomo [Claudio!] vestito da dottore.
Tutto cio' corredato da qualcosa di particolare; un paradosso!
Volevo creare qualcosa da immaginare attorno a tale immagine; vedendo un dottore e una paziente con la camicia di forza uno si aspetta di avere davanti un pazzo e un medico con l'intenzione di curare il pazzo; io ho immaginato una situazione paradossale invece, il paziente non è pazzo, ma si trova in balia di un dottore psicologicamente instabile....


Detto questo, da quando ho pensato alla foto a quando essa è stata realizzata sono passati mesi, ho dovuto acquistare la camicia di forza [un banale costume di halloween] e procurarmi parte dell'abbigliamento da dottore; per poi passare a pensare come realizzare il set.
Inizialmente nella mia mente avrei voluto realizzare lo scatto nella corsia di un ospedale; poi ho rinunciato per le tante difficoltà che tale cosa avrebbe comportato; optando per "richiamare" l'ambiente medico con qualcosa di semplice; un muro bianco, colorato dalla luce di un flash con una gelatina azzurra [l'azzurro richiama i colori "tipici" degli ospedali e in qualche modo da una sensazione di pulito e sterile].
Per l'illuminazione dei soggetti ho avuto un pò di dubbi in piu; inizialmente volevo riprenderli entrambi a figura intera [affiancati] poi con il passare del tempo [e dopo aver fatto altre foto con due soggetti "tagliati" a mezzobusto] ho optato per inquadrarli dalla vita in su; fatta questa scelta è stato facile capire che sarebbero stati sufficienti due bank [60x60] posti davanti ai soggetti per illuminarli a dovere.


Detto questo, arrivati al giorno fatidico; avevo le idee ben chiare su come imbastire il set [avevo provato diverse combinazioni di gelatine sul flash posteriore per ottenere un colore ben amalgamato]; con qualche regolazione e un pò di scatti di prova abbiamo trovato il giusto bilanciamento fra l'intensità luminosa dedicata ai soggetti e quella dedicata allo sfondo.
Ero talmente preso dal raggiungere un risultato tecnicamente valido che avevo un pò perso l'immagine in sè, non sapevo bene cosa far fare ai soggetti [anche se avevo ben chiaro che dovevano essere "statici" senza pose troppo complicate o semplicemente poco "leggibili"]; qui è arrivata la parte veramente ganza del tutto:
Alice, Valentina, Claudio e io abbiamo iniziato a pensare la foto assieme, provando varie pose, varie espressioni [valutando pregi e difetti delle varie prove] ed è stata una bella collaborazione che ha portato alla foto visibile sotto [l'ho scelta perchè è quella che secondo me meglio racchiude il paradosso].








A livello di postproduzione non ho fatto altro che aggiungere un pò di vignettatura [che favorisce l'andare a soffermarsi sui due soggetti]; aggiustare i colori in modo da bilanciarli e creare un'immagine pulita.
L'unico intervento pesante è stato distorgere l'immagine [forse non è una cosa cosi appariscente a tutti]; questo da un minimo tono di "caricatura", che secondo me aggiunge un pò di umorismo al tutto.
Per la cronaca, la'ttrezzatura usata è la seguente:
EOS 1Ds MKIII [sempre su treppiedi]
EF 40mm f2.8 STM [scelto per l'angolo di campo offerto e per l'eccezionale nitidezza e neutralità]
2 flash 430EX + softbox 60x60cm [frontali]
1 flash 580EX II + Gelatina azzurra [sfondo]


Aggiungo altri due scatti, realizzati a fine sessione, per fare qualcosa di piu' visto che il traguardo preimpostato era già stato ottenuto.
Questa volta sono "ritratti" singoli, ottenuti sempre con lo stesso principio del flash posteriore a creare l'ambientazione, ma frontalmente è stato utilizzato un beauty dish anzichè i softbox della precedente foto.
Questo [tenuto al centro del viso del soggetto, inclinato verso il basso] ha creato una luce particolare, molto direttiva e che va ad attenuarsi subito sugli zigomi. La provenienza della luce dall'alto ha creato delle ombre sotto il naso e sotto le sopracciglia che danno un tocco di drammaticità in piu'.





Per concludere, un grande GRAZIE a: [in ordine alfabetico]
Alice Lorenzini
Claudio Montegriffo
Valentina Leporati

Commenti, pareri, domande, fanno sempre piacere!

lunedì 24 giugno 2013

Compressione dei piani

Posto quattro foto realizzate nelle campagne attorno a Volterra.
Tutte e quattro le foto sono realizzate cercando una composizione "minimale", cercando dettagli caratteristici della località in questione [che ben si presta a foto di questo tipo, analogamente alle campagne nei dintorni di Pienza].

Le foto in sè sono realizzate tutte con EOS 1Ds MKIII e 200mm f2.8L duplicato [400 f5.6], questa lunghezza focale permette di comprimere i piani, rendendo apparentemente vicini oggetti che in realtà sono molto distanti fra loro [questo comunque chiudendo il diaframma a valori che permettono di avere la giusta pdc e nitidezza, rimediando anche alla perdita di nitidezza data dal moltiplicatore di focale], il tutto utilizzando il treppiedi, per evitare micromosso [facile incorrere nel micromosso, volendo mantenere ISO 100 e dovendo chiudere a diaframmi come f11-13 con un 400mm].

Per quanto riguarda la postproduzione, è veramente ridotta al minimo.
Qualche croppata per restringere il campo visivo [laddove l'angolo di campo del 400mm era ancora troppo ampio] e poi un "recupero" dei colori e delle tonalità della zona [diversamente da quanto faccio di solito, virando i colori, mi sono mantenuto nella "realtà"].








sabato 25 maggio 2013

Esposizione

Ciao a tutti.
Dopo un pò di tempo dall'ultimo post torno a scrivere, raccontandovi di un evento al quale ho partecipato, esponendo delle mie foto!
L'evento è ARTCLOUD #2 , organizzato dall'associazione DAYONE di Firenze; un'esposizione alla quale hanno preso parte 9 artisti; fra i quali io (con 3 fotografie, stampate su carta baritata applicata su forex).
All'inaugurazione è stato emozionante incontrare le persone coinvolte (sia quelle della parte organizzativa, Francesca, Sara e Ilaria che ringrazio tantissimo per l'opportunità concessa, che quelle venute alla mostra per visionare i lavori esposti), è stato bello confrontarsi con gli altri espositori  e in generale ascoltare le domande di chi mi ha chiesto informazioni sulle mie foto esposte; Queste:




La scelta delle foto non è stata facile, avevo a disposizione 1mt^2 di superficie, e dopo varie prove di accostamento di alcune mie foto è venuta fuori la scelta delle tre quà sopra.
Sono tre tipologie di foto completamente diverse, ma credo rappresentino bene quello che della fotografia mi piace; nel ritratto c'è lo sfocato "estremo" gentilmente donato dall' 85mm 1.2L (nonchè uno splendido soggetto quale è Valentina); nella fotografia still life c'è l'uso della luce flash e  in generale un'approccio casalingo per realizzare qualcosa partendo da foglio bianco; nella foto di architettura c'è una ricerca geometrica, e di colori che mi piace molto.
Insomma, in queste tre foto c'è racchiuso tutto quello che mi piace della fotografia.
(per la scelta delle foto ringrazio la mia amica Alice, la quale mi ha supportato, fugandomi dubbi sulla scelta, e in generale consigliandomi con un occhio "esterno").

Per concludere allego delle foto dell'evento inaugurale, realizzate da Valentina Loretelli e Valeria Calabria che, come me, hanno esposto i loro lavori alla mostra.