lunedì 8 settembre 2014

Tre Cime Famose Anno II

Dopo un anno sono tornato alle Tre Cime di Lavaredo, un posto sempre emozionante.
Lo scorso anno fu una toccata e fuga, andata e ritorno nel giro di due giorni appena [partendo da La Spezia]; questa volta ce la siamo presa con più calma, partenza 28 agosto, rientro 31 agosto.

Ecco l'articolo scritto la scorsa volta:
Tre cime Famose

Comincio con l'esporre le differenze fra i due viaggi:

Innanzitutto le tempistiche; diversamente dalla scorsa esperienza questa volta partiamo con la dovuta calma, 4 giorni di tempo sono tanti rispetto a 2, considerando anche il tempo necessario a raggiungere il rifugio Auronzo [dal quale si parte poi a piedi per raggiungere il rifugio Locatelli, dove abbiamo pernottato];

Preparazione ed organizzazione delle risorse fotografiche e del vestiario, lo scorso anno siamo partiti alla volta delle tre cime utilizzando dei comuni zaini per utilizzo fotografico [io addirittura utilizzai uno zaino monospalla], colmi di obiettivi e pesi inutili.
Questa volta ci siamo organizzati meglio, suddividendoci gli obiettivi utili [evitando doppioni] ed utilizzando zaini da trekking, decisamente piu capienti e adatti al trasporto per tempi prolungati di pesi elevati.

Conoscenza del luogo, delle dinamiche che avremmo trovato, banalmente tutto frutto dell'esperienza della volta precedente!

Quella che non è cambiata affatto è la smania di fotografare, di rilassarsi in un luogo eccezionale, di mangiare pasta alla carbonara [si, alla carbonara... alle tre cime] e di far colazione con le uova e lo speck!


L'attrezzatura che mi sono portato via, come detto, l'ho ridotta all'osso.
Memore dell'esperienza precedente ho optato per soli tre obiettivi:
Canon EF 16-35 f4 L IS    [per uso generico paesaggistico];
Canon EF 24 f1.4 L           [per le stelle];
Pentax Super Takumar 50mm f1.4  [per foto generiche, pensando di utilizzarlo nei boschi limitrofi].


Avrei voluto ovviamente portare molto altro come obiettivi, il 200 f2.8; il 50 1.0... fisheye... lensbaby...
Ma tutto ha un peso e considerando le camminate che ci aspettavano ho deciso di rimanere molto minimalista; complice anche l'attrezzatura portata dagli altri partecipanti che offriva:

Canon EF 70-200 f2,8 L;
Canon EF 24-105 f4 L IS;
Canon EF 50mm f1.8;
Canon EF 17-40 f4 L;
Moltiplicatore 2x Canon;
Sigma 180mm f3.5 Macro;
Sigma 15mm fisheye.

Insomma, avevamo proprio tutto il necessario praticamente.
Come corpo macchina ho optato ovviamente per la mia fidatissima Canon 1Ds MKIII.

Il resto dell'attrezzatura "fotografica" prevedeva poi
Hard Disk;
CF in quantità;
Laser  [per la messa a fuoco notturna];
Filtro ND da 10 Stop;
Cavo di scatto remoto;
Treppiedi [con testa a sfera, per la leggerezza];
Adattatori per i filtri;
Cavo e telefono con l'app "DSLR Controller" per effettuare una messa a fuoco di precisione sul monitor del cellulare;
3 batterie per la fotocamera [senza caricabatterie, data la durata delle stesse];
Panno di pulizia [non è bello trovarsi la senza averlo, la lente sporca può provocare sgradevoli sorprese];


Tutto il resto dello zaino l'ho occupato con vestiti di ricambio, cappello, sciarpa, guanti... prevedendo il freddo notturno ed eventuali scrosci d'acqua.
Qua e la delle provviste di cibo, una sacca dell'acqua...
Insomma, tutto il necessario per rimanere a zonzo fra le rocce per qualche giorno senza trovarsi troppo a disagio!
Tutto per un modico peso di circa 11.6 Kg.

Passiamo al viaggio; arriviamo al rifugio Auronzo attorno alle ore 17 [l'ultimo raggiungibile in auto, sulla cima della strada a pedaggio] il tempo è variabile, il cielo ospita numerose nubi, ma c'è il sole e fà caldo al punto da poter imboccare il sentiero per il rifugio locatelli in pantaloni corti e maglietta!

La camminata è abbastanza breve, 50 minuti, durante i quali ci fermiamo numerose volte per cercare di realizzare subito qualche foto [le nuvole basse fanno capolino in mezzo alle tre cime, rendendo da subito un'atmosfera molto intrigante].
E' comunque necessario un certo periodo di assestamento per entrare nell'ottica di realizzare delle foto soddisfacenti, la prima che mi soddisfa la realizzo una volta arrivati al rifugio.
Ci rifocilliamo [chi mangiando al rifugio chi terminando la dose di pranzo avanzata al giorno] e siamo pronti a fotografare un bel tramonto con il cielo pulito e solo poche nubi basse.



Subito una lunga esposizione; monto il filtro ND da 10 stop sul fidato 16-35@16mm; chiudo il diaframma quasi al massimo [lo so, ho perso sicuramente della nitidezza, ma mi servivano assolutamente tempi lunghi] e scatto in bulb; un minuto e mezzo di esposizione durante un momento particolarmente bello per la luce che investe la roccia e per la nebbia che stà salendo dal retro della montagna!



La luce calda del tramonto ci saluta, stremati dal viaggio e dall'incombente freddo ci ripariamo nel rifugio... un' assaggio di tutti i liquori artigianali del rifugio e fondamentale per il buon prosieguo della serata.
Rimaniamo al caldo sino al buio, verifichiamo spesso lo stato del cielo all'esterno ma sfortunatamente c'è nebbia....
Prima di recarci nelle cuccette decidiamo comunque di fare un tentativo, usciamo dal rifugio e ci rechiamo poco sotto; su di una spianata di roccia [dove solitamente atterra l'elicottero]... la nebbia è troppa e non da segno di resa... dopo poche prove andiamo a dormire, determinati per svegliarci a fotografare l'alba la mattina successiva.


Sveglia alle ore 06.00, ci si veste rapidamente [due su 4... dormiglioni!] e si esce per vedere di catturare quella bella luce dorata!
Facciamo un pò di prove scattando direttamente alle tre cime, al rifugio... ma, personalmente mi rendo conto abbastanza rapidamente che avendo le stesse condizioni di luce dell'anno precedente, non farei che ripetere le medesime foto.
Mi reco quindi dietro al rifugio Locatelli, dove posso sfruttare una vista di due laghetti, e vedere il sole far capolino dalla montagna retrostante:



Uso sempre il 16-35@16mm, ma questa volta senza filtro ND; effettuo velocemente 5 scatti con l'intento di realizzare poi un HDR  [esposizione -2 / -1 / 0 / +1 / +2 EV].
Cerco l'inquadratura con il sole dentro la lente, chiudendo il diaframma sino ad f16 ottengo dal sole una forma a stella [per via delle lamelle del diaframma].
Il flare si forma a sx del fotogramma, senza possibilità di ridurlo... e la forte luce mette inevidenza anche quelli che sono dei granelli di sporco presenti sulla lente frontale del mio obiettivo!
Difficile toglierli in postproduzione, a qualcuno piacciono a qualcun'altro no... io me li tengo per non creare disagianti effetti dovuto al clone!


Dopo l'inizio della mattinata girovaghiamo ancora un pò in cerca di qualche altra foto, ma ben presto la luce si fà dura e la fame si fà sentire!
Torniamo al rifugio a rifocillarci...
Mi mangio un'abbondante dose di uova con lo speck, panino con il salame ungherese.. caffè americano!
Una bella botta di energia per affrontare l'escursione successiva.

Preparati di nuovo gli zaini e ben rifocillati partiamo alla volta del rifugio Pian di Cengia.
Il sentiero parte in discesa e prosegue costeggiando la montagna; possiamo ben presto scorgere un laghetto di origine glaciale, con ancora parte del ghiacciaio visibile.



La vista è decisamente emozionante, la vallata sottostante, circondata dalle rocce è molto bella; peccato per la luce disponibile, sono oramai le ore 10.30 e non è piu' presente quel calore dell'alba.
Anche qui realizzo un HDR per preservare al massimo tutta la gamma dinamica disponibile nella scena.

Proseguiamo il sentiero e prima di giungere al rifugio ci aspetta una ripida salita e un passaggio sulla roccia [su di una passerella in legno] a strapiombo.
Al rifugio possiamo nuovamente rifocillarci, riposarci...  poi riprendiamo con le foto... il paesaggio visibile da questo lato è molto piu impervio di quello visto sino a quel momento, la roccia viva e dei vecchi depositi nevosi la fanno da padroni.
Uno spunzone di roccia attira la mia attenzione, crea un'ombra sulla parete che ha alle spalle, e voglio provare a riprodurre tale senso di tridimensionalità con una foto.


Questa volta sfrutto il Sigma 180mm f3.5 Macro; diaframmato ad f10 per preservare un buon livello di dettaglio.
Scatto difficile da rendere bene per via della "piattezza" della luce presente.
Alla fine è un dettaglio della roccia comunque e aldilà del vederne le tonalità e la rugosità superficiale non ci si può aspettare molto altro da una foto.

Sono quasi le 14 oramai, decidiamo di rientrare al rifugio Locatelli per poter nuovamente provare a scattare al tramonto.
Scegliamo di non ripercorrere la strada dell'anadata [solo Francesco lo fà... saggiamente] giriamo attorno alle montagne che stanno a fianco delle tre cime, avviandoci in un sentiero che ci riporterà nei pressi del rifugio Lavaredo [che si trova fra il rifugio Auronzo e il rifugio Locatelli].
La strada prevede una via ferrata e non siamo attrezzati per percorrerla in modo sicuro... troviamo lungo la strada un altro ragazzo con il nostro stesso problema; assieme a lui ci dirigiamo verso il sentiero visibile in basso, passando per una pietraia!
Esperienza memorabile, in un kilometro metri discendiamo di almeno 300 metri di altezza, camminando praticamente con il sedere a terra.

Incolumi raggiungiamo comunque il sentiero battuto e ci dirigiamo nuovamente verso le tre cime.
Sono ormai le ore 16, e le tre cime una volta visibili offrono una bella vista; la nebbia che sale dalla valle le avvolge come una calda coperta!


Altra lunga esposizione, il debole vento sposta la nebbia e le nuvole presenti nel cielo, concedendo una vista piu' "drammatica" di quelle viste sino ad allora.
Sempre 16-35 @ 35mm stavolta... con filtro ND 10 stop.
Si è fatto di nuovo orario, rientriamo al rifugio; ci sistemiamo un pò... ci riposiamo.
Scegliamo di anticipare la cena [vuoi per la fame incalzante, vuoi per la possibilità di sfruttare di nuovo il tramonto nella sua interezza] alle 19 siamo già a tavola, impazienti di avere il cibo!

La cucina apre proprio alle 19 e siamo i primi a cenare... 4 piatti di spaghetti alla carbonara [con lo speck al posto della pancetta]... era un anno che bramavo di mangiarla nuovamente!
 Finita la cena ci accingiamo ad uscire nuovamente, siamo al tramonto, il cielo è pieno di nuvole ma il sole fa comunque capolino dal basso.
Data l'esperienza dell'anno precedente decido di non fotografare nuovamente il tramonto, mi dedico anzi alla realizzazione di un timelapse; c'è vento, le nuvole si muovono rapidamente e il sole è quasi sul punto di scomparire all'orizzonte.
Insomma, un timelapse ci stà proprio!

video

Imposto la fotocamera e realizzo uno scatto al secondo per circa 14 minuti.
Il risultato finale ottenuto [a parte la bassa risoluzione] mi soddisfa per quanto concerne il movimento delle nuvole etc, ma riconosco che sono appena all'inizio in queste tecniche e devo affinarmi per ottenere risulati quantomeno accettabili [per adesso lo considero solo un gioco... devo miglirare!].

Passa il tempo, inizia a calare il buio, ma le nuvole non vogliono saperne di andare via... è presente inoltre la medesima nebbia della serata precedente, che va  viene continuamente.
Proseguo con l'assaggio dei vari liquori locali.

Verso le 22 il cielo inizia ad aprirsi, le nuvole se ne vanno... ci accingiamo quindi a tornare a scattare, determinati ad ottenere altre foto della via lattea.
Una volta sul posto, data la presenza continua della nebbia, mi domando se è il caso di tentare foto alla via lattea uguali a quelle dello scorso anno.. arrivo in breve a tentare di realizzare un altro timelapse; questa volta con la via lattea che scorre lenta dietro alle tre cime.

video


Anche per questo video valgono le considerazioni del precedente; ritengo comunque che la cosa sia interessante e appena migliorerò nell'utilizzo di alcuni software penso che riuscirò ad ottenere una qualità superiore in entrambi i timelapse realizzati!

La serata si conclude andando a dormire, la mattina seguente abbiamo previsto di ripartire alla volta di cortina e dintorni, proseguendo poi per Venezia... ma questa è un'altra storia!


Concludo l'articolo lasciandovi ad una carrellata di foto degli amici Marco e Claudio; una sorta di reportage dell'intero viaggio! ;)  [presenti anche le foto fatte a Venezia, le piu' importanti per Marco ;) ]

Claudio Montegriffo
Marco Petracci

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