giovedì 10 luglio 2014

Canon EF 50mm f1.0 L [La Regina]

Ricollegandomi all'articolo Obiettivi Particolari parlo del Canon EF 50mm f1.0 L.

Canon EF 50mm f1.0 L

La scritta 1:1.0 fa sempre un certo effetto devo dire... l'elemento frontale dell'obiettivo è assolutamente enorme [per un 50mm].
Il coating presenta un colore giallastro, i riflessi generati sia dall'elemento posteriore che da quello anteriore vanno dal giallo al viola.

Canon EF 50mm f1.0 L

Selettore della messa a fuoco: è presente la classica modalità manuale... ma la modalità automatica è suddivisa in due, una cerca il fuoco nel range 1m-infinito; l'altra arriva ad usufruire della minima distanza di messa a fuoco.
Questa particolarità è solitamente presente su teleobiettivi nati per uso sportivo per velocizzare la messa a fuoco [dato che è palese che una macchina di formula uno non ce la troveremo mai a distanze inferiori ai 10m per esempio].
In questa lente tale features ha comunque lo scopo di minimizzare l'escursione della messa a fuoco, dato che il motore che movimenta il blocco flottante anteriore è abbastanza lento [nonostante si tratti di un motore USM].

Canon EF 50mm f1.0 L



Messo a catalogo nel 1989 è uno dei primi obiettivi con la nuova baionetta EF di Canon.
[capite bene che non parliamo di una lente particolarmente moderna].
Vi risparmio la storia di questo obiettivo; ma chi fosse interessato può trovare parecchio materiale nei link seguenti.

 - Il Normale "Assoluto"  [Marco Cavina spiega in modo fantastico la storia di questa lente] ;


Un articolo del celebre Ken Rockwell, parole e test ne fanno una recensione completa sotto tutti i punti di vista, con la malizia che contraddistingue sempre Ken.

 - World's fastest SLR Lens


Due Articoli presi dal sito JuzaPhoto, qua si intravede quanto tale obiettivo sia "specialistico", e difficile da apprezzare per chi usa altri parametri per giudicare una lente rispetto a un'altra.

 - Recensione Canon EF 50mm f1.0 L [By Juza];
 - Recensione sul campo [By Juza];


Queste invece sono raccolte, scatti realizzati in modo da mettere in risalto determinate caratteristiche della lente.

 - Una Raccolta di foto scattate con la regina [qua si possono ammirare i suoi difetti in tutto il loro
                                                                          splendore];




Ci sono molte altre risorse in rete, molti altri posti dove si è parlato di tale lente... il minimo comune denominatore è questa frase "O lo si ama o lo si odia".
Perchè spendere cifre spropositate per un obiettivo vecchio, ingombrante, lento, poco nitido, che fa flare in qualsiasi situazione... quando a poco meno di un terzo del suo prezzo usato si trova il 50 f1.2 Nuovo... ?

Semplice, perchè questa resa particolare ce l'ha solo lui, se siete in cerca di un valore aggiunto, di qualcosa che gli altri obiettivi non possono darvi, questa è la lente giusta!
La regina è un'ottica scarsamente nitida, a tutta apertura il confronto con altri superluminosi è veramente impietoso... andando a chiudere il diaframma invece se la gioca, in alcuni casi addirittura vince, contro gli altri 50mm canon [50 1.2 / 50 1.4 / 50 1.8].
Come detto comunque, non è un'ottica da valutare in base alla sua nitidezza, i limiti ottici che causano questa scarsa nitidezza a tutta apertura, sono anche la causa di quella che è una gestione dei passaggi tonali veramente magnifica.


Lo sfocato assume una forma non perfettamente circolare, e nei bordi degli anelli fuori fuoco è visibile una circonferenza colorata [aberrazione cromatica / purple fringing].



Avvicinandosi ai bordi del fotogramma si palesa quello che in termine tecnico si definisce "coma sagittale", il quale rende i punti fuori fuoco non piu' a forma di cerchio, ma a forma di stella [questo dettaglio preclude un pò il suo uso per riprese di tipo astronomico, in quanto a bordo frame non è possibile ottenere delle stelle dall'aspetto puntiforme].




 Quando la luce entra in modo diretto nella lente frontale dell'obiettivo il generarsi di flare particolari è istantaneo... un'effetto difficoltoso da sfruttare a proprio vantaggio per aggiungere qualcosa in una foto, prima di tutto per via della gamma dinamica disponibile sulle reflex [anche le piu moderne della mia 1Ds MKIII avrebbero bruciato la parte al sole nella foto] e poi comunque non è facilissimo gestire il flare stesso [nelle foto a piè pagina ne vedrete alcune dove il flare non è semplicemente un'arco, ma si deforma al variare della sua posizione nel fotogramma].



Ovviamente, il fatto che l'obiettivo sia f1.0 concede la possibilità di scattare con tempi rapidi anche in presenza di luce scarsa [ma questo con le moderne reflex è un dettaglio oramai scarsamente interessante per via degli altissimi valori ISO utilizzabili senza avere eccessivo rumore] avere f1.0 è quindi piu' una questione di pura profondità di campo, la quale è...diciamo... assente... allo stesso tempo la fuga di profondità di campo consente [alle giuste distanze di lavoro] di avvolgere letteralmente il soggetto in quello che volgarmente si definisce "Creamy Bokeh"; questo da una sensazione di tridimensionalità abbastanza spinta nonostante la foto sia solo bidimensionale.
La luminosità così spinta di questa lente è anche causa di una certa "morbidezza" a tutta apertura, la nitidezza e l'incisione di questa lente non è infatti paragonabile a quella dell'infinitamente meno costoso Canon EF 50mm f1.8; a questo aggiungiamo una difficoltà intrinseca nell'effettuare una messa a fuoco perfetta [sia con gli automatismi della macchina, che utilizzando live view e treppiedi] ed ecco che non avremo quasi mai un punto di fuoco super definito.
[Con una lente come questa, è necessario mettersi nell'ordine delle idee che su 1000 foto scattate, 100 saranno perfette, tutte le altre avranno sempre il fuoco leggermente spostato dal punto esatto nel quale lo avevamo previsto. A tal proposito è straconsigliato effettuare la regolazione fine dell'autofocus, nel caso si possegga una fotocamera con questa funzione.]




In generale tutti i superluminosi presentano anche una buona dose di vignettatura, se usati a piena apertura; la regina raggiunge un livello di eccellenza anche in questa particolarità.
La foto sotto evidenzia come tale difetto sia recuperabile con una semplice mossa in photoshop.
Tale caratteristica non è comunque da vedere solo come difetto, anch'essa infatti è una features che in molti casi dona tridimensionalità alla foto; posizionando in modo oculato il soggetto all'interno del fotogramma i margini scuri possono aiutare tutta la composizione a far concentrare l'occhio sul soggetto infatti.



Utilizzando questa lente si ha a che fare con delle senzazioni di utilizzo che non molte altre lenti possono dare.
Il peso della lente [spropositato se pensiamo alle sue dimensioni] costringe a tenere la fotocamera in modo saldo, utilizzando una 1Ds MKIII è impensabile scattare con una sola mano come sarebbe normale fare con un qualsiasi altro 50mm.
La messa a fuoco: tale lente non ha il "full time manual focus", inoltre anche la messa a fuoco manuale avviene per mezzo dell'attivazione del motore USM, la ghiera del fuoco quindi è sempre leggerissima da muovere e presenta una minima latenza.
Ovviamente lo sguardo attraverso l'oculare della fotocamera è qualcosa di estasiante... la profondità di campo presente è sempre ridotta al minimo ed è bello anche semplicemente guardare nel mirino e spostare la messa a fuoco manualmente per godere della tridimensionalità visibile.
Parte dell'approccio è dato ovviamente anche dal fatto che si ha in mano un obiettivo "leggendario", si porta una sorta di rispetto reverenziale nei suoi confronti.
Confesso che tutto questo alone di particolarità e mistero, mi porta spesso a scattare foto che altrimenti non prenderei nemmeno in considerazione; solo per vedere l'effetto che fa... per capire, per imparare ad ottenere uno sfocato sempre piu' soddisfacente.

Detto questo, vi posto qualche altra foto prodotta con questa magnifica lente [alcune di quelle precedenti anche, con la postproduzione come piace a me].
Lente usata sempre e solo sul sensore full frame di una EOS 1Ds MKIII [su APS-C il senso di tutte le parole spese sopra decadrebbe].
Nelle foto sotto, spesso ho operato usando un filtro ND da 2 stop, per poter usufruire della lente a piena apertura anche nelle ore diurne, utilizzando ISO100 o addirittura ISO50 [questo per fare in modo di non valicare la soglia del tempo piu rapido che la macchina mi concede... 1/8000sec].




Articolo per ora concluso, vi lascio ai prossimi articoli sulle altre lenti particolari.
Come sempre mi piacerebbe avere feedback da parte di voi che leggete...
Ciao e alla prossima...



lunedì 7 luglio 2014

Obiettivi Particolari

Dagli albori della fotografia ad oggi le case produttrici hanno prodotto decine di migliaia di obiettivi diversi fra loro; tutt'oggi l'evoluzione nel mondo dell'ottica è in fermento; si cerca da un lato di ottenere ottimi compromessi fra costo e resa ottica [per le grandi quantità] e dall'altro di offrire prodotti senza compromessi [meccanici, ottici e monetari].
Dai primi Petzval ai modernissimi obiettivi di precisione [come L'Otus della Zeiss] sono stati fatti passi da giganti nel perfezionare la qualità ottica; per ottenere immagini sempre piu' precise, nitide, contrastate.

Si può affermare che, al giorno d'oggi, una qualità d'immagine piu' che soddisfacente è ottenibile anche con obiettivi dal costo "risibile".

Detto questo, parrebbe ovvio affermare che l'acquisto di obiettivi moderni sia sempre consigliato [sia dal lato di chi non ha un budget esagerato, ma ricerca ugualmente ottime caratteristiche; che dal punto di vista di chi non vuole accettare compromessi].
Non è invece così ovvio affermare ciò; e la cosa non è legata esclusivamente al fiorente mercato dell'usato e degli obiettivi vintage; ci sono persone [io sono una di quelle] che vanno a cercare negli obiettivi qualcosa di differente.

Abbiamo parlato poco fà della fantastica qualità e perfezione raggiunta con le moderne lenti; in termini non solo di qualità d'immagine, ma anche di versatilità d'uso, velocità dell'autofocus, stabilizzatore d'immagine, peso, ingombro, tropicalizzazione.... tutti plus valori che solo fino a pochi anni fà erano praticamente inesistenti; quali sono le caratteristiche che possono portare al non prediligere tutte queste fantastiche features?

Una caratteristica su tutte è la resa dello sfocato, le moderne e perfettissime lenti offrono ottimi stacchi, plasticità, passaggi tonali decisi... ma, la maggiorparte delle volte offrono uno sfocato "anonimo"; privo di un'impronta particolare....
In soldoni, privo di un difetto che lo renda unico e particolare [nonchè, piu' bello da vedere].

Praticamente, sono qui a dirvi che amo le cose particolari; ricerco obiettivi "imperfetti" o con determinate caratteristiche ottiche perchè mi piace che essi stessi aggiungano un tocco unico alla foto [tocco che si deve saper conoscere, vedere, sfruttare....].
Con questa frase non sono qui a dire che una foto banale, sbagliata o altro, diventa ottima se scattata con una di queste lenti di carattere eh... la tecnica deve esserci sempre [tantopiu' in questo determinato settore, dove la conoscenza del proprio mezzo è fondamentale per sapere come farlo rendere al meglio. Abituati come siamo, a vedere immagini ipernitide e precise, usando un'obiettivo di per sè poco nitido dobbiamo stare molto attenti ad usarlo, dobbiamo piegare i suoi difetti per ottenere una cosa particolare, non semplicemente subirli; diversamente otterremo solo una foto standard, resa meno interessante dall'abitudine che abbiamo alla perfezione].

Riporto una lista di questi obiettivi che ad oggi posseggo.

Canon EF 50mm f1.0 L
Canon EF 85mm f1.2 L
LensBaby Composer PRO
Pentax Super Takumar 50mm f1.4
Zeiss Biotar 58mm f2 T
Lomography Petzval 85mm f2.2


Tendenzialmente obiettivi luminosi, e dalla lunghezza focale limitata.
Letti così, possono apparire scelte legate a qualcosa di diverso che la pura ricerca di particolarità...
Sono state sicuramente delle lenti acquistate con motivazione; luminosità in primis, e poi anche per crearmi un corredo di sole ottiche fisse.
La ricerca dell'imperfetto l'ho vista nel tempo infatti, precedentemente il mio corredo comprendeva un Canon EF 70-200 f2.8 [che a livello di lunghezza focale e qualità d'immagine può essere adatto a sostituire i due obiettivi attorno agli 85mm] e il Canon EF 50mm f1.2 L [che è piu' moderno, meno costoso, piu nitido, piu veloce... e ha mille altri pregi che il 50 1.0 non ha].


Detto questo, dopo avervi annoiati con una misera considerazione per esprimere un semplice concetto sul carattere delle lenti; vi rimando alle prossime puntate, dove descriverò gli obiettivi suddetti nei loro dettagli.

Restate connessi, e riportate le vostre esperienze o il vostro pensiero sull'argomento.
Ciao!


martedì 24 giugno 2014

I Carnival

Torno a scrivere un'articolo dopo un po' di silenzio....

Vi racconto l'esperienza vissuta durante la creazione di alcune foto per un gruppo musicale!
Il gruppo in questione si chiama "I Carnival" [Pagina Facebook - Canale YouTube] ed è composto da:

- Leonardo Elle
- Roberto Benacci
- Giuseppe Ierace
- Davide Bellazzini
- Andrea Sirchia

Leonardo mi chiese se potevamo fare queste foto e io gli risposi subito entusiasta con un "certamente!".
Mi faceva ovviamente piacere la richiesta ricevuta perchè la cosa rappresentava una sfida, un nuovo orizzonte da esplorare!
Mi spiego meglio; chi mi segue sa che le foto che realizzo partono sempre da me... nel senso che quando mi viene in mente qualcosa cerco il modo di realizzare tale pensiero, oppure interpreto quel che vedo in un determinato posto.
Insomma, parto sempre da un progetto mio, da un'idea; e da quell'idea costruisco la foto scegliendomi la scenografia.

Questa volta è stato diverso, potrei dire che il risultato finale è stato deciso insieme ai soggetti da fotografare [non che questo non sia mai accaduto prima, anzi.. ma questa volta ho dovuto puntare a creare qualcosa per qualcuno, non solo per me stesso come accade di solito].

L'idea di fondo della sessione era quella di realizzare delle foto su sfondo bianco e delle foto che simulassero un pò l'ambiente del palco [diciamo dei fari colorati].

Detto questo, la giornata [15/06/2014] prevedeva pioggia, ci siamo quindi rifugiati all'interno di una struttura abbandonata, per avere spazio abbondante e libertà d'azione senza che nessuno ci disturbasse.
Arriviamo sul posto al mattino, armati fino ai denti di attrezzatura!

- 4 flash Canon 430EX;
- 1 Beauty Dish;
- 1 Snoot;
- 4 Statitvi;
- 1 Giraffa [si, una giraffa!... con il collo luuungo];
- La mia fidata 1Ds MKIII;
- EF 24mm f1.4 L;
- EF 40mm 2,8 STM;
- Gelatine colorate;
- Trigger;
- Pannello riflettente.


E' parecchio materiale, ma nei giorni precedenti alla data fatidica ho pensato a cosa mi serviva per realizzare la luce che avevo in mente... e quello è il materiale che mi sono sentito di portare! [vedrete poi dalle foto di backstage l'entità dell'attrezzatura usata... fino ad oggi mai avevo usato tanta roba tutta assieme].

Individuato il luogo adatto per cominciare a scattare, prepariamo il set; gli amici [ Claudio Montegriffo, Lara Tomarchi e Monica Venturini ] mi aiutano e mi consigliano su tutto, dandomi una grossa mano!
La prima sessione di foto prevede subito l'utilizzo di tutta l'attrezzatura, beauty dish al centro della scena [diffuso con l'aiuto del pannello riflettente, per ampliare il cono di luce] flash con gelatine colorate a sx e dx della scena; e snoot dietro la scena [per donare tridimensionalità ai soggetti, illuminandogli parte delle spalle].



Questa è la prima:





Gelatina verde a DX, gelatina rossa a SX. [già in fase di scatto ho cercato di dosare il bilanciamento dei due colori, variando densità della gelatina usata e potenza del flash sulla quale la posizionavo]
La fuoriuscita di queste pesanti ombre alle spalle dei soggetti era preventivata; avrei potuto combatterle con almeno un'altro flash... ma ho preferito marcarle [anche in postproduzione] per dare movimento alla foto.

Dopo questa, abbiamo fatto molti altri tentativi, gelatine di altri colori, altre pose... insomma.. tanti scatti; questo postato è risultato essere il migliore, per posa, ombre, e bilanciamento generale.
Soddisfatti del risultato raggiunto ci spostiamo altrove, per realizzare la foto con sfondo bianco [il luogo purtroppo non offre un vero muro bianco pulito e liscio... ma insomma, ci accontentiamo].
Qui arrivano le difficoltà, ho sempre ben presenti delle pesanti ombre e devo decidere come sfruttarle a mio vantaggio; cambio quindi l'impostazione delle luci.
Utilizziamo un solo flash, sempre dentro al beauty dish e sempre diffuso per mezzo del pannello riflettente [usato come softbox].
L'effetto che ne deriva è una luce potente sui volti, che ne delinea i volumi e sfuma mano a mano sui corpi... allo stesso tempo si va a creare una potente ombra alle spalle dei soggetti.
Appare chiaro come sia cambiato il posizionamento del beauty dish, nella foto precedente [come si puo vedere anche dalle foto di backstage che seguiranno] era posizionato ad altezza del petto dei soggetti, questa volta la luce proviene dal basso e sono io a tenere la fotocamera da un punto posto ad altezza maggiore dei soggetti stessi.

Ecco il risultato della seconda:


Le ombre marcate e la luce dura ben si prestano a un bianco e nero contrastato [ma con i neri un pò slavati, come piace a me].
Gli interventi in post sono minimi, pulizia generale [del muro prevalentemente] e la conversione in bianco e nero con un leggero viraggio blu.


Queste due sono risultate essere le due foto delle quali parlavamo, ma una volta sul posto, a fine della sessione, abbiamo impostato un'altro scatto; sfruttando l'ambiente circostante [che fino ad ora si era mascherato molto, mostrando al massimo muri rovinati dal tempo e dall'umidità.]
Anche in questo caso, flash singolo dentro al beauty dish, diffuso tramite il pannello riflettente.

Questa è la terza:







In questo caso, le ombre sono molto meno marcate per via della luce proveniente dalla finestra alle spalle dei soggetti [si intravede in alto].
Anche qui, postproduzione molto basilare; leggera pulizia, correzione dei colori e del contrasto.




Terminato il racconto della bella giornata passo a mostrarvi un pò di foto raccolte da Claudio!
Si vede un pò quello che era il "Set", l'aiuto degli amici, e in generale l'ambiente dove ci trovavamo a scattare.










Come sempre, commenti e critiche sono beneaccetti!
Alla prossima!

domenica 12 gennaio 2014

Istantanee che passione

Tutti abbiamo visto almeno una volta nella vita delle foto realizzate tramite la celebre macchina "Polaroid"; foto piccoline, con colori sbiaditi e/o virati... con poco dettaglio [poco è un eufenismo].



Effettivamente, abituato a file digitali, ottenuti con ottiche di pregio; non posso che notare la mancanza di tutte quelle caratteristiche che solitamente vado a cercare nelle foto che realizzo.

Se fosse cosi semplice liquidare la polaroid però, non avrei iniziato a scrivere questo articolo appositamente per lei... insomma; avrà anche dei pregi!

1: Ottenere immediatamente una foto stampata;
2: Le colorazioni virate, sono anche un difetto [se si va ad inquadrare nel modo sbagliato la finalità d'utilizzo della camera in questione]
3: il pregio piu importante è l'intrigante approccio alla fotografia stessa!


Affascinato da tempo da queste macchinette, giorni fà ho deciso per acquistarne una e provare ad utilizzarla!
Quel che mi ha smosso dal farlo è stato il trovare un formato di polaroid in grado di generare un negativo assieme alla foto vera e propria.
Le pellicole in questione sono prodotte dalla Fujifilm e si chiamano FP-100C; sono pellicole a colori, e producono un'immagine che misura 73x95mm; si possono montare sulle polaroid dalla serie 100 alla serie 400.
MAGGIORI INFORMAZIONI

Il procedimento di sviluppo delle stesse differisce da quanto siamo abituati a vedere nelle comuni polaroid; dove la foto esce dalla fotocamera in modo automatico, e semplicemente appare dopo qualche secondo.
In questa tipologia il procedimento è del tutto "meccanico"; si scatta la foto, si estrae la pellicola [che è poi un sandwitch con la foto e il negativo] dalla camera e si attende il tempo riportato da specifica tecnica della pellicola stessa [questo tempo varia in base alla temperatura ambiente].
Una volta raggiunto il tempo necessario si divide la foto dal negativo e il gioco è fatto; appare la foto!


L'utilizzo di tale fotocamera è intuitivo, permette a chiunque di scattare delle foto senza particolari difficoltà.
La macchina è automatica, sarà quindi sufficente caricare l'otturatore, mettere a fuoco e scattare;
abituato però al formato digitale, dove posso permettermi di scattare foto a qualunque cosa, con questa macchina sono portato a scattare con "parsimonia" [visto anche il costo delle pellicole stesse] e questo è ciò che da un ulteriore valore aggiunto al tutto, Impone di pensare la foto prima di scattarla perchè altrimenti si butta una pellicola "costosa" [la stessa cosa si puo dire anche del tradizionale 35mm analogico... anche li, c'è a mio avviso un maggior ragionamento, prima di scattare, ma data la quantità di foto per ogni rullino e di conseguenza il costo per singolo scatto, si possono scattare anche cose "superflue" senza troppi risentimenti].

Insomma, quella che ho fra le mani è una macchina con la quale posso cercare giochi di colori, composizioni minimaliste, semplici dettagli urbani... ottenendo poi una foto resa particolare proprio dai viraggi di colore e dai mille difetti ottici della fotocamera stessa.
Come detto all'inizio, non è una fotocamera dettata alla precisione, il suo campo d'impiego è perciò lo scattare foto a soggetti e dove non sia richiesta nitidezza eprecisione, ma dove accostamenti di colore, e composizioni particolari la fanno da padrone.

Posto qualche scatto realizzato in due giorni di possesso della macchina. [Sono ovviamente fotografie scannerizzate, tramite il mio EPSON V500]










Gli argomenti trattabili in merito a questa tipologia di foto sono veramente tanti, se qualcuno che legge vuole sollevare argomenti sarò ben felice di parlarne!
In alternativa prossimamente cercherò di postare altre "sensazioni".
Ciao!

sabato 21 dicembre 2013

2013; un sunto!

Chiudo l'anno postando una raccolta delle foto che piu mi piacciono, fra quelle realizzate quest'anno, guarnendo il tutto con un pò di considerazioni in merito.

Comincio citando due grandi soddisfazioni fotografiche dell'anno, la partecipazione ad una mostra collettiva [Art Cloud] e la selezione da parte di 1x di una mia foto per il volume "Passion".

Il 2012 [sunto 2012] è stato un anno di scelte, ho deciso di passare a ottiche a focale fissa.
Dopo un anno posso dire che la scelta non la rimpiango; anzi mi sono ben abituato ad un utilizzo minimale delle lenti, evitando continui cambi di obiettivo, riprendendo quello che era lo scopo principale della scelta fatta: Pensare di piu' la foto!

Temi ricorrenti dell'anno sono sempre le lunghe esposizioni e lo still life; ma ho aggiunto una bella dose di ritrattistica e progettini vari.

A livello di attrezzatura non è cambiato molto dall'anno scorso, ho aggiunto un altro obiettivo a focale fissa [Canon EF 200mm f2.8] e 2 flash [Canon 430EX].

La postproduzione si è evoluta rispetto a quanto ero in grado di fare sino all'anno scorso, ma credo di aver mantenuto un "filo" nel risultato finale per quanto concerne colori e resa generale del contrasto dell'immagine.

Qui sotto le foto.
Come sempre, se vi fa piacere, lasciate un commento!
















venerdì 4 ottobre 2013

Fuoco!

Durante l'estate nei vari borghi liguri e toscani spopolano le feste medioevali! Si può assistere ad emozionanti sfide a colpi di spada, a spettacoli teatrali veri e propri e a suggestivi spettacoli di fuoco!

Gli spettacoli di fuoco sono forse i più  divertenti da fotografare fra quelli citati; impongono una buona dose di pazienza e reattività, ma soprattutto mettono a dura prova l'attrezzatura dal punto di vista sia della messa a fuoco che del rumore digitale:
la messa a fuoco fatica per via della scarsa illuminazione, e il rumore digitale è naturale conseguenza dell'elevato valore di sensibilità ISO che si deve impostare.

In questo articolo alcuni scatti ripresi proprio durante questi eventi aperti al pubblico:

SPETTACOLI DI FUOCO


Detto questo, ok scattare a questi eventi è divertente, è una sfida... ma la maggior parte delle volte si arriva a casa con degli scatti poco lavorabili e in generale "difettati" dalla concitazione.. [prevalentemente con il taglio sbagliato, o semplicemente con il pubblico troppo visibile o con il soggetto esposto correttamente e la fiamma palesemente "bruciata" perchè molto piu' luminosa del soggetto].

Con un amico ci siamo quindi detti; perchè non scattare delle foto "posate" a questi artisti?
Si potrebbero superare di slancio molte delle difficoltà citate sopra:

  • Si può scegliere una location adatta, e soprattutto priva del folto pubblico e degli elementi di disturbo tipici delle piazze usate come palcoscenico per questi eventi;
  • Si può tenere la sensibilità della fotocamera a 100 ISO sfruttando il flash per congelare i movimenti dei soggetti [questo aggiunge comunque delle problematiche allo scatto, delle quali parlerò dopo];
  • Si ha ovviamente tutto il tempo per decidere la posa preferita, per curare tutti gli aspetti come tipicamente è possibile fare nelle foto posate";

Insomma, apparentemente è come scattare delle normali foto in studio...

Vabbè... casualmente l'amico citato prima [Francesco] conosce bene 3 abili focolieri  [Animae Ignis] e li contatta per avere info sulla loro disponibilità; loro accettano volentieri!
E' la volta di decidere una location e con l'esperienza di una sessione precedentemente scattata sempre da Francesco , ci accordiamo per scattare le foto al fiume [in una zona priva di vegetazione, con il classico letto di ciottoli e sabbia].



Arriva il giorno degli scatti, giunti nella zona scelta [qualcuno immagino ancora mi stia maledicendo per quanto abbiamo camminato carichi come muli fra sassi e sabbia  :) ] prepariamo l'attrezzatura [io e Francesco quella fotografica, Alessandra, Martina e Matteo quella da focolieri!].
Scegliamo di fotografare un soggetto alla volta, e a turno [quando scatta Francesco io lo aiuto se gli serve qualcosa e viceversa, in modo che ognuno posiziona i flash come gli aggrada e si sceglie una posa con il soggetto come gli piace! ].


Come in tutti i set c'è un po' di preparazione delle luci prima di partire a scattare seriamente; avevamo a disposizione i seguenti accessori:

  • 2 soft box 60*60cm
  • 1 beauty dish da 50cm di diametro
  • 1 octa da 80cm di diametro
  • stativi vari
  • 4 flash Canon 430EX
  • 1 flash Canon 580EX
  • 1 flash Canon 600EX
Prepariamo il set in modo "standard" posizionando i due softbox ai lati del soggetto e scattando un pò di immagini di prova per avere idea della potenza da utilizzare [per usufruire di un diaframma abbastanza chiuso, in modo da avere buona nitidezza generale e buona profondità di campo] 
Definite le idee di massima arriviamo finalmente a scattare!

Le difficoltà cambiano rispetto a quando si fotografano i focolieri "live":
  •  Le pose statiche fanno bruciare diversamente il petrolio utilizzato per bagnare gli attrezzi [e questi si scaldano maggiormente, rendendo piu difficile il loro maneggiamento];
  • Le pose stesse sono difficili da trovare, mentre per lo spettacolo live ci si "limita" a catturare momenti! [e qui la fantasia di Alessandra, Martina e Matteo hanno dato una grossa mano!];
  • Come accennato all'inizio è difficile bilanciare la luce fredda del flash con la temperatura colore della fiamma accesa, l'illuminazione delle zone di pelle nuda risente infatti esclusivamente della luce del flash, perchè il "riflesso" della fiamma ha un'intensità luminosa decisamente inferiore a quella della potenza del flash [considerando che si vuole ottenere un'immagine con la fiamma esposta correttamente e non "bruciata" come accade spessissimo nelle foto "live"];
Detto questo, ecco gli scatti ottenuti durante questa divertente sessione di foto!
[tutte le foto sono scattate con luce flash, utilizzando diverse combinazioni con i softbox e/o il beauty dish; tutte ad esclusione dell'ultima in quanto alla fine della sessione, in tarda nottata, si è alzato un malefico vento che rendeva pericoloso tenere ben fermi gli accessori incendiati, ho quindi deciso di scattare qualcosa in luce naturale, con il mio fidato 85mm f1.2 L]










Un grande grazie per questa esperienza a [in ordine alfabetico] :
Alessandra Amorotti
Francesco Scappazzoni
Martina Landini
Matteo Berini